La Nostra Storia PDF Stampa E-mail
 
2008
Il Melo ha arricchito gli spazi esterni a disposizione degli Ospiti e  aperti anche al territorio,  completando la struttura esistente con la riqualificazione dello spazio adiacente al parco giochi, realizzando  un’area coperta attrezzata per manifestazioni culturali, di gioco e svago.
 
2007
Nel corso del 2007 la struttura è stata ampliata costruendo una parte di edificio attigua al parco giochi e costituita al piano terra da tre miniappartamenti per persone autosufficienti di cui 2 singoli e 1 per due persone. Al piano primo è stato ampliato il nucleo blu con 4 nuovi posti letto in camere singole, dotate di impianto di ossigeno.  Al piano secondo è stato ampliato lo spazio dedicato all’Asilo Nido “Il Nido sul Melo” gestito dalla cooperativa sociale Dimensione Famiglia.
Ad ottobre Il Melo pubblica “La notte delle Paole”, un libro nato da un progetto che ha accostato diverse generazioni e scritto a molte mani: quelle dei bambini, dei ragazzi e dei loro nonni, biologici e sociali. Attraverso l’esplorazione di concetti semplici ed evocativi (quali la nascita, la luce, la notte…) racconta di leggende, tradizioni e pensieri legati al tema della luce e della sua celebrazione, di come diviene festa: dal Natale al Solstizio d’Inverno ci presenta una panoramica di usanze, credenze e immagini culturali provenienti da differenti realtà sociali e ambientali: Italia, Francia, Portogallo, Taiwan e Siberia.
 
2005
Nel settembre 2005 le attività della cooperativa IL MELO si ampliano ottenendo l’accreditamento con l’ASL per l’attivazione del servizio A.D.I. (Assistenza Domiciliare Integrata) nel distretto dei Comuni di Gallarate  riservato a persone non autosufficienti e non trasportabili presso strutture sanitarie territoriali che necessitino di trattamenti infermieristici, fisioterapici e assistenziali, il cui piano terapeutico sia stato approvato dell’ASL.
 
2003
In questo anno il Melo pubblica il libro  “Una storia per il mondo”: duecento anziani e cinquecento bambini sono i protagonisti che, dalle scuole, dalle case di riposo, dai centri educativi e di aggregazione sociale in Italia, Siberia, Portogallo, Argentina, Etiopia, Giappone, Danimarca, Grecia, Belgio, Perù, Germania, Francia e Australia per tre interi anni hanno partecipato in tempo reale al costruirsi strada facendo di un’opera comune, alternando i tempi dell’ascolto, dell’elaborazione e della parola come in un grande coro polifonico. Dalla creazione di questa grande rete di ascolto e di parola ha preso il volo una fiaba del tutto inedita che ha veleggiato attraverso tredici paesi dei cinque continenti verso una sceneggiatura tutta da inventare. Una storia che nasce in Italia e viaggia, capitolo dopo capitolo, per il mondo intero e si arricchisce, parola dopo parola, di esperienze straordinarie e preziose nate da un’interazione più unica che rara: la saggezza e la conoscenza dell’anziano e la creatività e vitalità  del bambino.
Nell’anno 2003 Il Melo si accredita con la Regione Lombardia per l’erogazione di servizi di Formazione Superiore e Continua e accede ai primi finanziamenti dei fondi FSE per l’attivazione dei primi corsi approvati dalla Regione Lombardia.
 
2002
Nel 2002 la Provincia di Varese ha promosso con la Fondazione Il Melo l’attivazione della Rete Provinciale “Synergy” con la progettazione esecutiva di nuovi insediamenti residenziali in altrettanti comuni del territorio e il progetto è stato presentato nel corso della conferenza mondiale di Etnogerontologia di Genova (11-16 marzo 2002) in cui il Melo è stato rappresentato nel comitato scientifico internazionale (Svizzera, Stati Uniti, Italia, Francia, Perù, Germania, Finlandia, Cina, Messico, Bangladesh, Belgio, Mali, Olanda) ed impegnato a più riprese nei corsi, seminari e nella tavola rotonda conclusiva dei lavori congressuali in cui è stato ufficialmente illustrato l’avvio del progetto.
 
2001
Nel 2001 è stato avviato il "progetto Synergy" per la progettazione e realizzazione su scala territoriale di modelli d’habitat acquisiti dalla ricerca internazionale per la valorizzazione delle risorse delle reti informali della solidarietà e l’evocazione di sinergie sociali a favore delle fasce più vulnerabili della popolazione a rischio di emarginazione.
 
2000
A seguito dei lavori congressuali, sempre con il sostegno dell’Unione Europea, è stata pubblicata con i partner francesi e belgi l’opera editoriale “Verso una società per tutte le età, il tempo del possibile”, tre volumi dedicati alle prospettive emergenti in materia di habitat, intergenerazionalità e progetto di vita in ambito gerontologico.
 
Dicembre 1999
Nel 1999 è stato avviato il progetto “Una storia per il mondo” per la costruzione in un percorso triennale di una fiaba itinerante con la partecipazione in tempo reale di aggregazioni di anziani e bambini di 12 paesi (Italia, Siberia, Portogallo, Argentina, Etiopia, Giappone, Danimarca, Grecia, Germania, Belgio, Francia, Australia).
 
Dicembre 1999
Il Melo, con il patrocinio e il sostegno dell’ONU e dell’Unione Europea è stato copromotore con l’Institut Pluridisciplinaire d’Etudes Sociales di Nantes (Francia), l’Università Cattolica di Louvain (Belgio) e il Centro Comunitario di Carcavelos (Portogallo) del congresso internazionale “Où habiterà la personne agée du troisième millénaire?” che in dieci giornate congressuali a Nantes, Lovanio, Lisbona e Gallarate ha raccolto i contributi di oltre cento relatori di 13 paesi.
 
1999
Il Melo promuove e organizza il concorso mondiale Ex Libris “L’uomo del nuovo millennio” che ha raccolto la partecipazione di 131 artisti di 23 nazioni dei cinque continenti in una mostra itinerante per l’Europa.
 
1999
Nasce l’Associazione  “Pianeta Terra" all’interno dell’Università del Melo in collaborazione con “Lo stesso cielo”, ACLI e Banca Etica, operante  per garantire un contributo fattivo alla solidarietà tra i popoli attraverso progetti mirati (La Bottega del Mondo per la diffusione del Commercio Equo e Solidale; l’Agenzia Culturale per la promozione di una vera “cultura dell’attenzione” ai problemi dello sviluppo del Terzo e Quarto Mondo; il progetto Oasi per la prima accoglienza di extracomunitari immigrati).
 
3 Aprile 1995
Si costituisce "La Fondazione Il Melo" allo scopo di favorire il consolidamento e lo sviluppo delle attività svolte da "Il Melo Centro di Cooperazione Sociale a r.l." a favore della popolazione anziana e della solidarietà sociale, della promozione della cooperazione tra le generazioni e della tutela dell'utenza in condizioni socio economiche disagiate.
 
Gennaio 1995
Viene attivato all’interno della RSA  un nucleo sperimentale per la ricerca di nuove modalità di assistenza per la demenza "Alzheimer", inserito nella sperimentazione triennale della Regione Lombardia.
 
Settembre 1994
In campo europeo nel 1994 il Melo ha promosso “Meetings between generations”, una mostra interattiva della solidarietà intergenerazionale che ha raccolto e pubblicato oltre 90 esperienze internazionali provenienti da dodici nazioni europee, favorendo l’attivazione di reti nazionali ed internazionali di scambio e coordinamento.
 
Marzo 1993
Alla presenza di rappresentanti delle autorità istituzionali e di semplici cittadini viene inaugurato il nuovo Centro Polifunzionale, sede della Residenza Sanitaria Assistenziale, del Centro Diurno Integrato, dei Servizi Sanitari e Riabilitativi attivati  presso il Poliambulatorio Specialistico, del Parco Giochi e degli spazi dedicati agli incontri tra le generazioni.
 
Primavera 1992
Il Melo pubblica  da Jaca Book il suo primo  libro "Quotidianità dell'utopia: verso una nuova frontiera della qualità di vita degli anziani" destinato alla ricerca, sperimentazione e progettazione animativa nelle Residenze Sanitarie Assistenziali.
 
1987/89
Inizia l'attività ufficiale dell'Università del Melo.Il Centro Culturale con i suoi 400 iscritti frequentanti quotidianamente i circa 35 corsi e laboratori allestiti nelle sale-conferenze, aule didattiche, teatro, sale concerti, atelier e palestre rappresenta ancor oggi un riferimento stabile per l’utenza anziana territoriale e progressivamente sempre più anche per gli adulti e i giovani coinvolti nelle quattro aree di offerta: didattica, attivazione fisica, galleria-atelier di arti visive, music-hall.
 
Dicembre 1986
Nasce la Struttura Protetta,  un servizio di tipo residenziale: recettività di 25 posti con attrezzatura specifica per non autosufficienti, primo complesso sul territorio dell'ASL n.6 destinato ad anziani con limitazioni parziali o totali dell'autosufficienza.
 
Primavera 1984
La Cooperativa dà vita ad un Centro Diurno di Assistenza con servizi di Day Hospital e Riabilitazione  avvalendosi, per le proprie attività, di personale professionale specializzato e dell'apporto di numerosi volontari e personale in servizio civile (assegnato dal Ministero degli Interni con cui l'ente era  convenzionato dal 1980).
 
1980
Nasce a Gallarate (VA) il Centro di Cooperazione Sociale "Il Melo" dando vita al Segretariato Sociale: un servizio territoriale a favore degli anziani che è stato tra i primi a essere realizzati in Italia.


LE ORIGINI

Quando nel 1969 da studenti approdammo come volontari nella casa di riposo Bellora, col solo intento di rallegrare le domeniche pomeriggio degli anziani ricoverati, ancora non immaginavamo quale potenzialità rivoluzionaria potesse contenere il metodo della condivisione umana se portato alle sue estreme conseguenze.

L'incontro col dolore della condizione anziana quando diventa solitudine, abbandono, inutilità, sterile attesa della morte e la continua sistematica riflessione su quella semplice esperienza di “compagnia” ci permisero ben presto di chiarire l'obiettivo irrinunciabile che da allora non avremmo mai più cessato di perseguire: la dignità di ogni uomo qualunque sia la sua condizione fisica o mentale; il diritto della persona ad esprimersi nella sua unicità fino all'ultimo giorno di vita; il rispetto dovuto ad ogni singola esistenza umana.

Eravamo ancora studenti, ma ecco fiorire i primi ingenui, ma significativi gesti nel tentativo di trasformare la “visita domenicale” in una compagnia quotidiana: nell'estate del '72 molti di noi passarono lunghi pomeriggi a studiare per gli esami di maturità seduti accanto agli Ospiti della casa di Riposo Bellora, a sottolineare che quel luogo avrebbe dovuto diventare un po' anche la “nostra” casa.

E' in quegli anni che per alcuni di noi si avvicinava il momento di quelle scelte professionali che avrebbero dato un'impronta irreversibile alla vita e fu proprio alla luce dell'esperienza in atto che alcuni scelsero di continuare il proprio percorso formativo così da dedicare non solo il tempo libero, ma la professionalità di una vita alla costruzione di un'opera sociale.

Un impegno sociale e civile sempre più “fuori dal coro” dei politici, degli amministratori, degli operatori e  dei familiari stessi, che in quegli anni erano unanimi nell'affermare che un posto-letto era già molto e che all'Anziano non mancava proprio nulla: ma i nostri Anziani, pur disponendo di un tetto e un pasto caldo non cessavano di ripeterci: "… ma manca'l püsè!…", affidandoci implicitamente un messaggio destinato negli anni a divenire un compito e una vocazione.